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MOSTRE

Alphonse Mucha. Un trionfo di bellezza e seduzione - Roma. Palazzo Bonaparte dall’ 8 ottobre 2025 all’8 marzo 2026

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Alphonse Mucha - Ventesima mostra del “Salon des Cent” 1896 - © Mucha Trust 2025
A Palazzo Bonaparte il fascino delle 150 opere di Mucha viene raccontato attraverso i celebri manifesti teatrali, pannelli decorativi e illustrazioni, ma non solo. La vita quotidiana si fonde con l’arte, si sente il profumo delle strade parigine, il chiacchiericcio dei cafè, si incontrano le immagini in bianco e nero dei primi filmati.

Divisa in 7 sezioni, la mostra propone una ricerca classica della bellezza femminile, che parte dal Rinascimento per arrivare al Novecento. Si scopre così in Mucha il dialogo con la rivisitazione del passato sino a trasformare la bellezza femminile nell’icona moderna. I tempi cambiamo, la donna assume un ruolo nuovo. Si resta in estasi davanti alla Venere di Botticelli, si trova la donna protagonista nei tratti di Boldini e di Saccaggi: non c’è solo la drammaticità di Sarah Bernhardt, o la bellezza sfuggente delle nobildonne, c’è la donna moderna, che usa il sapone, fuma la sigaretta, e rappresenta la rinascita attraverso la primavera e le stagioni. 
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Alphonse Mucha - Job1896 - © Mucha Trust 2025
Ma è il movimento del modernismo, dell’Art Nouveau, il concetto dell’Arte Totale che resta impresso dopo aver visto questa incantevole mostra. Gli arredi prestati dalla Fondazione Arte Nova rappresentano poi i concetti del vivere quotidiano, con i divani dalle curve sinuose e le strutture complesse, o gli specchi con i vetri smussati, come il divano e la credenzina di Agostino Lauro, che esprimono lo stile italiano degli arredi del primo Novecento.
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Divano con specchio e credenzina
(Agostino Lauro)
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Credenzina (Agostino Lauro)
Mucha scrive con convinzione “L’arte non può essere nuova. L’arte è eterna come il progresso dell’uomo e la sua funzione è quella di accendere di luce il cammino del mondo”. Ecco perché è stato più di un’artista: il maestro ceco ha saputo innovarsi diventando un comunicatore del proprio tempo senza dimenticare le origini, rappresentate negli ultimi anni di carriera attraverso l’Epopea Slava.
La mostra è prodotta e organizzata da Arthemisia con la Mucha Foundation e i Musei Reali di Torino, in partnership con Generali Valore Cultura e la Fondazione Terzo Pilastro Internazionale, ed è curata da Elizabeth Brooke e Annamaria Bava, con la direzione scientifica di Francesca Villanti.
Orari e informazioni - https://www.mostrepalazzobonaparte.it/pianifica-la-tua-visita.php
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